Il 19 luglio 2016 la Commissione Europea ha adottato una decisione relativa ad un procedimento a norma dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e dell’art. 53 dell’accordo SEE. La decisione ha riguardato un’infrazione unica e continua dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e dell’art. 53 dell’accordo SEE, i quali vietano i cartelli e altre pratiche commerciali restrittive.

La Commissione Europea, con decisione del 19 luglio 2016 (Comunicato Stampa – Commissione Europea) ha accertato che i costruttori MAN, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e Daf hanno violato la normativa antitrust dell’UE. Il cartello ha avuto ad oggetto i camion di medie (da 6 a 16 tonnellate) e grandi (oltre 16 tonnellate) dimensioni delle case costruttrici coinvolte e prodotti nello spazio economico europeo (Italia  inclusa) dal 1997 al 2011, le quali hanno stretto accordi collusivi in materia di prezzi degli autocarri e sul trasferimento ai clienti dei costi, per conformarsi a norme più rigorose in materia di emissioni. La Commissione ha comminato un’ammenda di Euro 2.926.499,00 (All’impresa MAN non è stata comminato un’ammenda in quanto harilevato alla commissione l’esistenza del cartello).

L’inchiesta della Commissione ha preso il via da una domanda di immunità presentata da MAN in data 20 settembre 2010. Nel gennaio 2011 la Commissione ha effettuato ispezioni senza preavviso (cfr. MEMO/11/29). In data 28 gennaio 2011 Volvo/Renault ha presentato una domanda di riduzione l’importo delle ammende, seguita da Daimler in data 10 febbraio 2011 e da Iveco.

Il 20 novembre 2014 la Commissione ha avviato un procedimento ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 6, del regola­mento CE n. 1/2003 nei confronti di DAF, Daimler, Iveco, MAN, Volvo//RRenault e ha adottato una comunicazione degli addebiti che è stata notificata a tali entità. Dopo l’adozione della comunicazione degli addebiti i destinatari hanno contattato la Commissione in via informale e chiesto di proseguire il caso nel quadro della procedura di transazione. Dopo che tutti i destinatari hanno confer­mato la propria disponibilità a partecipare a discussioni in vista di una transazione, la Commissione ha deciso di avviare una procedura per questo caso. Successivamente, MAN, DAF, Daimler, Volvo/Renault e Iveco hanno presen­tato alla Commissione una richiesta formale di transazione ai sensi dell’articolo 10 bis , paragrafo 2,del regola­mento CE) n. 773 /2004 della Commissione. Il 18 luglio 2016 il comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti ha emesso parere favorevole e il 19 luglio 2016 la Commissione ha adottato la decisione.

L’inchiesta della Commissione ha rilevato che MAN, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e Daf avevano istituito un cartello in relazione:

  • al coordinamento dei prezzi dei “listini all’ingrosso” degli autocarri medi e pesanti nello Spazio economico europeo (SEE). I prezzi del “listino all’ingrosso” si riferiscono ai prezzi di fabbrica degli autocarri fissati da ciascun costruttore. In generale i prezzi di listino all’ingrosso costituiscono la base per la fissazione dei prezzi nell’industria degli autocarri. Il prezzo finale pagato dagli acquirenti si basa poi su ulteriori adeguamenti, apportati a livello nazionale e locale, dei prezzi di listino all’ingrosso;
  • alla tempistica di introduzione delle tecnologie di riduzione delle emissioni per autocarri medi e pesanti al fine di renderli conformi alle sempre più rigorose norme europee sulle emissioni (da Euro III fino a Euro VI attualmente in vigore);
  • al trasferimento ai clienti dei costi delle tecnologie di riduzione delle emissioni necessarie per conformarsi alle sempre più rigorose norme europee sulle emissioni (da Euro III fino a Euro VI attualmente in vigore).

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Avv. Eleonora Alari

Avv. Marco Amorese