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Novità dal 23 al 29 marzo 2026
AGCM, Provv. PS12962 del 23 marzo 2026 – Trustpilot: pratica commerciale scorretta
L'AGCM ha irrogato una sanzione di 4 milioni di euro a Trustpilot Group Plc, Trustpilot A/S e Trustpilot S.r.l. per pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, 21, 22 e 23, co. 1, lett. bb-ter) del Codice del consumo. L'istruttoria ha accertato che la piattaforma non ha adottato controlli adeguati a garantire la genuinità delle recensioni pubblicate (incluse quelle qualificate come "verificate") e che i servizi a pagamento offerti alle imprese consentono a queste ultime di selezionare i destinatari degli inviti a recensire, alterando così la rappresentatività complessiva delle valutazioni. È stata altresì contestata l'omessa disclosure agli utenti delle informazioni rilevanti sul funzionamento della piattaforma, sull'utilizzo di servizi a pagamento da parte delle imprese e su ulteriori elementi utili per la scelta dei consumatori. Le condotte, poste in essere anche mediante dark pattern, integrano nel complesso un profilo di ingannevolezza in danno dei consumatori.
Garante Privacy, Provv. del 12 marzo 2026 - Enel Energia: trattamento illecito di dati a fini di telemarketing
Il Garante Privacy ha irrogato a Enel Energia una sanzione di 563.052€ per violazione del GDPR in materia di telemarketing e teleselling. L'istruttoria ha accertato che la società, anche per il tramite di terzi, sottoponeva proposte commerciali ai clienti nel corso di contatti di natura gestionale e in assenza di idonea base giuridica, finanche in presenza di espresso diniego al trattamento dei dati per finalità promozionali. È stata altresì rilevata l'omessa adozione di misure tecnico-organizzative idonee a prevenire trattamenti illeciti nelle procedure di ricontatto degli utenti. Il Garante ha ribadito il principio per cui i titolari del trattamento sono tenuti ad acquisire il consenso mediante modalità che garantiscano la verificabilità dell'identità dell'interessato e la lecita provenienza dei dati – a titolo esemplificativo, mediante il meccanismo del double opt-in. Oltre alla sanzione pecuniaria, l'Autorità ha ordinato a Enel Energia di adottare misure adeguate a garantire la conformità al GDPR lungo l'intera filiera del trattamento.
Competition Appeal Tribunal (UK) - Kelkoo.com e altri c. Google UK Limited: risarcimento danni da abuso di posizione dominante (follow-on Google Shopping)
Il Competition Appeal Tribunal è chiamato a pronunciarsi sulla domanda risarcitoria proposta da Kelkoo e altri operatori di comparazione prezzi nei confronti di Google, per aver favorito il proprio servizio Google Shopping nei risultati di ricerca, mediante posizionamento privilegiato del servizio proprietario e contestuale retrocessione (demotion) dei comparatori concorrenti. Queste condotte sono già state accertate come abuso di posizione dominante dalla Commissione europea nell'ambito del caso Google Shopping. Il giudizio di merito – il cui avvio è fissato al 22 giugno 2026 – è volto alla quantificazione del danno risarcibile e alla verifica del nesso causale tra la condotta anticoncorrenziale accertata e le perdite economiche subite dai ricorrenti in termini di traffico, visibilità e ricavi.
CGUE, C-412/24, del 26 marzo 2026 - Fauré Le Page: inserimento di un numero nel marchio e pratiche ingannevoli
L’articolo 3, paragrafo 1, lettera g), della Direttiva 2008/95/CE in tema di marchi d’impresa, deve essere interpretato nel senso che qualora un marchio includa un numero che può essere percepito dal pubblico di riferimento come indicante l’anno di fondazione dell’azienda ed evochi, per il fatto che tale anno è risalente nel tempo, un savoir faire di lunga data che conferisce una garanzia di qualità e un’immagine di prestigio ai prodotti per i quali il marchio è registrato, quando invece un savoir faire di tale estensione temporale non esiste, se ne può dedurre che tale marchio può ingannare il pubblico, ai sensi di tale disposizione.
CGUE, C-767/23 del 24 marzo 2026 - Motivazione del rifiuto di sottoporre una questione pregiudiziale alla CGUE
Un giudice nazionale di ultima istanza deve sempre motivare il proprio rifiuto di sottoporre una questione pregiudiziale alla Corte di giustizia. Anche nell’ipotesi in cui tale giudice sia autorizzato a respingere i ricorsi mediante una motivazione sommaria,
esso deve, in tutti i casi, esporre in modo specifico e concreto i motivi per cui è applicabile una delle eccezioni all’obbligo di rinvio pregiudiziale.
Banca d'Italia, Provv. del 23 marzo 2026 - Modifiche al Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio
La Banca d'Italia ha pubblicato il 6° aggiornamento al Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio, adeguandolo al Regolamento delegato (UE) 2024/2759 e alla Legge Capitali (L. n. 21/2024). Le modifiche intervengono principalmente sulle regole applicabili alle SGR e agli altri gestori di OICR, con l'obiettivo di armonizzare la disciplina nazionale al quadro normativo europeo in materia di gestione collettiva.
CASSAZIONE
Cass. civ. n. 6763 del 20/03/2026 – Detassazione sopravvenienze attive da ristrutturazione del debito e IRAP su plusvalenze immobiliari
La pronuncia affronta due questioni distinte.
Quanto alla prima, la Corte enuncia il principio per cui, ai sensi dell'art. 88, co. 4-ter, TUIR, la riduzione dei debiti ottenuta nell'ambito di un accordo di ristrutturazione omologato (art. 182-bis l.fall., oggi art. 58 CCII) non costituisce sopravvenienza attiva tassabile nemmeno nell'ipotesi in cui i debiti stralciati siano pari o inferiori alle perdite fiscali pregresse e di periodo, dovendo ritenersi integralmente assorbiti in queste ultime. Diversamente opinando si determinerebbe una duplice tassazione della medesima posta positiva, contraria alla ratio della norma, volta a non aggravare lo stato di crisi e a favorire il ritorno in bonis dell'impresa.
Quanto alla seconda questione, in materia di IRAP, la Corte chiarisce che, ai sensi dell'art. 5, co. 3, D.Lgs. n. 446/1997, le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni strumentali per l'esercizio dell'impresa sono escluse dalla base imponibile, concorrendo alla sua formazione solo quelle relative a immobili non strumentali.
Cass. civ. n. 6799 del 21/03/2026 - Passaggio generazionale e esenzione dall'imposta di successione sulle quote
La Corte ribadisce che l'esenzione dall’imposta di successione prevista dall'art. 3, comma 4-ter, del d.lgs. n. 346 del 1990 nei casi di trasferimento di partecipazioni sociali a favore dei discendenti (nell’ambito o al di fuori di un patto di famiglia), va riconosciuta qualora essa consenta agli aventi causa l'acquisizione o l'integrazione del controllo della società. Tale “controllo” si realizza quando un soggetto dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria di una società, ossia detiene più del 50% delle quote o azioni della stessa, con diritto di voto nell'assemblea ordinaria.
Nel caso di specie, la divisione delle quote tra gli assegnatari nella misura del 50% non permette singolarmente a nessuno di essi di esercitare il controllo societario. Peraltro, lo Statuto citato dal ricorrente esige l’unanimità dei voti per le decisioni che interessano la società, il che dimostra che il ricorrente non dispone del controllo societario, dovendo necessariamente ottenere anche il voto favorevole dell’altro socio.
L’esenzione non trova pertanto applicazione.
Cass. civ. n. 6884 del 23 marzo 2026 - Opposizione allo stato passivo e eccezione di inadempimento
Ove il preteso creditore (nel caso di specie, il sindaco della società fallita o liquidata) proponga opposizione allo stato passivo, dolendosi dell’esclusione di un credito (nel caso di specie, al compenso maturato) del quale aveva chiesto l’ammissione, il curatore può sollevare l’eccezione di inadempimento ai sensi dell’art. 1460 c.c., con il solo onere di allegare l’inadempimento dello stesso ai propri obblighi contrattuali. Spetterà invece al preteso creditore l’onere (più gravoso) di provare di aver esattamente adempiuto alla propria prestazione.
Cass. pen. n. 10984 del 24 marzo 2026 - Reati fallimentari
In tema di reati fallimentari, la titolarità della carica di amministratore della società capogruppo non implica di per sé la qualifica di amministratore di fatto delle società controllate, a meno che l'esercizio dei poteri di direzione e coordinamento si sostanzi in atti specificamente gestori di fasi o settori dell'attività di queste, limitandone l'autonomia e riducendo gli amministratori a meri esecutori materiali delle direttive impartite.